Il lockdown in Lombardia: il racconto di una madre

Grazie Teresa per la intervista! È stato bello chiacchierare con te di questo periodo straordinario.

Lettere e Tagliolini

«Fa ridere molto gli italiani quando mi presento, quando mi dicono ad esempio ‘Ciao mi chiamo Beatrice’ , ‘Ciao, io Anke’ e mi rispondono ‘Ah, anche tu Beatrice?’».
Anke è una neo blogger di origine tedesca e temperamento italiano che vive in Lombardia da 19 anni con le sue due figlie e suo marito. E con temperamento italiano intendo che durante la nostra chiacchierata è riuscita a trasmettermi quella passionalità, quella rabbia e quello sdegno così caratterizzanti della nostra natura, che rendono semplice capire che si ha a che fare con un italiano. Il mio incontro con Anke, nonostante sia stato pressoché casuale, l’ho trovato assolutamente necessario per completare la mia esperienza, diametralmente opposta, della Pandemia che lei invece ha vissuto con i piedi in Italia, nel «piccolo mondo» del suo condominio, e con il pensiero rivolto alle incongruenze con Dresda, la città in cui ancora vive la sua famiglia.

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